Considerazioni di fine mandato

Negli ultimi tre anni abbiamo cercato di coinvolgere sempre di più il Quartiere, mettendo la comunicazione al centro del nostro mandato, lanciando, per l’occasione, un nuovo sito internet, contenitore di tutte le nostre iniziative per una migliore interazione con il cittadino.

Abbiamo sempre cercato di collaborare in modo attivo con la Pubblica amministrazione con un continuo confronto sugli sviluppi delle tematiche trattate, effettuando spesso sopralluoghi in loco per valutare insieme e sul campo le criticità e definirne le priorità d’intervento.

Ci siamo dati parecchio da fare per contribuire a ridefinire il volto del nostro Quartiere.

Sono stati affrontati problemi cronici come il traffico, lo smaltimento illegale dei rifiuti, la richiesta di maggiore sicurezza, la situazione di degrado e abbandono di Sinigo Sud con la prossima realizzazione del marciapiede di collegamento e la necessità, in generale, di una maggiore manutenzione. Ci siamo occupati di importanti aspetti viabilistici come la segnaletica verticale in corrispondenza dello svincolo Mebo di Sinigo e l’introduzione di un semaforo intelligente all’incrocio di via Nazionale con via Damiano Chiesa. Ci siamo confrontati sui temi caldi d’attualità come il futuro della Solland Silicon, molto sentito all’interno del Quartiere, il piano di recupero del Borgo, la falda, con l’incontro dei ministri Costa e Fraccaro e la collocazione del nuovo press container. Ed infine una serie di proposte per preservare le testimonianze storiche di Sinigo con una progettualità rivolta al futuro: la fermata del treno e la rifunzionalizzazione della scuola elementare Giovanni XXIII in casa di riposo e poliambulatori, per citarne alcune.

Eppure, nonostante il tanto impegno profuso, è sempre troppo poco il riscontro sia da parte della Pubblica amministrazione che dei cittadini.

Per quale motivo la Pubblica amministrazione non valorizza adeguatamente l’operato dei comitati e lascia passare in secondo piano l’importante appuntamento elettorale?

La disaffezione al voto è un dato oggettivo che si riscontra in tutti gli ambiti della società da molti anni ormai, ma per i comitati di quartiere, soprattutto per quello di Sinigo, la responsabilità, probabilmente, è da imputarsi ad altre cause.

C’è sicuramente poca voglia di impegnarsi, soprattutto se i problemi non ci toccano da vicino, ma questo, da solo, non è sufficiente a spiegare il fenomeno.

Quello che manca è la legittimazione da parte della Pubblica amministrazione del ruolo dei comitati, istituiti ormai più di vent’anni fa con lo scopo di promuovere le iniziative e di segnalare le esigenze e le problematiche all’interno del quartiere.

Questa Giunta, anche se meglio sarebbe dire parte di essa, è la prima ad essersi dimostrata aperta ad un dialogo costruttivo con i Comitati, ma c’è ancora molto da fare in questa direzione.

Se i comitati sono gli organismi di supporto all’Amministrazione comunale che ne riconosce e valorizza il ruolo di interlocutori per le problematiche del proprio quartiere, come si spiega che alcuni Assessori, in tutti questi anni, non abbiano mai accolto il nostro invito a partecipare su tematiche di loro competenza e di grande rilevanza?

È arrivato il momento di rivalutare il ruolo dei Comitati nel loro rapporto con l’Amministrazione comunale, così come previsto dalle Linee Guida che ne regolamentano l’esistenza. Attualmente la consultazione dei Comitati sugli interventi e le iniziative relative al territorio di competenza è facoltativa. Deve diventare obbligatoria, altrimenti i comitati non hanno senso di esistere.

Troppo comodo chiamarci in causa soltanto per legittimare le scelte politiche altrui.

Per tutti questi motivi, oltre che per questioni personali, dopo sei anni nel Comitato di Quartiere, tre trascorsi come membro del Consiglio Direttivo e tre da Presidente, ho deciso di non ricandidarmi.

Da sinighese, la decisione non è stata facile: molti sono i progetti ancora aperti seguiti personalmente e molte le preoccupazioni per gli scenari che potrebbero prospettarsi per il prossimo Comitato.

Stesse riflessioni anche per la maggior parte degli attuali membri.

A questo punto ci congediamo con la speranza che il lavoro finora svolto non sia stato vano.

Sinigo, per la sua storia, per la lontananza dal centro, per scelte errate di sviluppo produttivo ed abitativo è sempre stato periferia della periferia.

Da parte nostra la voglia e gli strumenti per fare il salto non sono mai mancati.

Il Presidente