Sinigo: approvato il Piano di recupero/Sinich: Wiedergewinnungsplan genehmigt

La giunta comunale di Merano ha approvato ieri (19 dicembre) il Piano di recupero per il centro storico di Sinigo – una pietra miliare nel processo di valorizzazione del quartiere condiviso con la popolazione locale.

Nel corso del 2017 gli abitanti di Sinigo sono stati invitati più volte a partecipare alla pianificazione del loro rione: prima discutendo del Piano del traffico, poi del Piano di recupero di Borgo Vittoria e quindi della risistemazione di piazza Vittorio Veneto. Nel 2018 sono in programma altri tre incontri per progettare insieme l’utilizzo e il look della piazza. Nel corso di questo processo di partecipazione – oltre alla numerose riunioni fra cittadini e amministratori – sono pervenute all’amministrazione comunale 15 osservazioni contenenti 72 proposte in merito al Piano di recupero. La Giunta comunale ha esaminato e valutato ciascuna di queste osservazioni e adottato, laddove ritenuto opportuno, correzioni al Piano stesso. 21 proposte sono state accolte parzialmente, una invece in toto. Le rimanenti proposte sono state respinte, nella maggior parte dei casi perché non pertinenti al Piano in oggetto. Il Piano di recupero approvato ieri crea le premesse per il risanamento e la ristrutturazione degli edifici storici, per la realizzazione di parcheggi privati e di rimesse per il deposito di oggetti privati. “In gennaio tutte le persone che hanno presentato un’osservazione verranno invitate in municipio per un colloquio con i tecnici, che illustreranno a tutti i richiedenti la situazione giuridica e urbanistica”, ha spiegato l’assessora competente Madeleine Rohrer. “Il numero elevato di osservazioni e la loro qualità dipende dal fatto che la bozza del Piano è stata presentata pubblicamente e che una larga parte della popolazione ha finora partecipato attivamente alla pianificazione condivisa”.

La redazione di un Piano di recupero è prevista dal PUC, il Piano urbanistico comunale. In assenza di un simile strumento, negli ultimi decenni si è assistito al proliferare di costruzioni che ha impedito un utilizzo funzionale della superficie a disposizione e diminuito il valore degli immobili. Nel Piano di recupero, che prevede ora una efficiente ripartizione dei terreni presenti alle spalle degli edifici in giardini, parcheggi e ripostigli, le superfici verdi, quelle destinate agli orti e quelle invece edificabili risultano incrementate facendo così salire anche il valore degli immobili.

In fase di elaborazione del Piano i tecnici incaricati hanno appurato che – in base ai documenti in possesso del Comune – della cubatura finora edificata (16.500 m³) solo 15.300 m³ risultano legittimi. Le costruzioni accessorie sono sorte accanto agli edifici del 1927 molto probabilmente perché questi ultimi non erano dotati di cantine o di garage. Il Piano di recupero pone ora rimedio a questa situazione: “La legge urbanistica prevede che il Piano possa assegnare una nuova cubatura pari al 5% dell’esistente volume legittimamente realizzato. Così facendo il volume massimo edificabile raggiungerà la cubatura oggi esistente”, ha spiegato l’architetto Giorgio Marchi, incaricato dal Comune di redigere il Piano. Le superfici situate alle spalle degli edifici otterranno un bonus cubatura al metro quadro, indipendentemente dall’uso che ne viene fatto attualmente. A tale bonus si aggiunge la cubatura delle costruzioni accessorie per le quali i proprietari sono in grado di esibire una concessione edilizia. Chi desidera costruire una rimessa sul proprio terreno deve quindi disporre della necessaria cubatura o acquistarla dal vicino (come avviene in altre zone della città) e richiedere il rilascio di una concessione edilizia. Casupole, baracche e accessori, per le/i quali non esiste alcuna autorizzazione edilizia, dovranno essere rimosse – sebbene ai sensi del Piano sia ammesso il rilascio di una concessione edilizia in forma specifica di sanatoria – in quanto edificate/i illegalmente. In questo modo, al termine della loro demolizione, la relativa superficie risulterà disponibile per la realizzazione di nuove costruzioni. “In ciò consiste la particolarità e l’elemento innovativo di questo Piano di recupero: esso disciplina quasi esclusivamente le aree situate dietro gli edifici e garantisce una pianificazione organica e razionale”, ha precisato Nicola De Bertoldi dell’Ufficio urbanistica.

Die Meraner Stadtregierung hat am 19. Dezember den Wiedergewinnungsplans für das historische Zentrum von Sinich genehmigt – ein Meilenstein, im gemeinsam mit der Bevölkerung durchgeführten Prozess zur Aufwertung des Stadtviertels.

Die Bevölkerung von Sinich wurde 2017 gleich mehrmals eingeladen, um für das Stadtviertel prägende Planungsinstrumente zu diskutieren, und zwar den Verkehrsplan, den Wiedergewinnungsplan für die Siedlung „Borgo Vittoria“ und zur Neugestaltung des Platzes. Im Jahr 2018 sind weitere drei Treffen angekündigt mit dem Ziel, die Nutzung und Gestaltung des Platzes gemeinsam zu planen. Ergebnis dieses bisherigen Prozesses sind, neben zahlreichen Treffen zwischen BürgerInnen und Verwaltung, 15 bei der Gemeinde schriftlich abgegebene Bemerkungen bzw. Einwände mit insgesamt 72 Einzelvorschlägen zum Entwurf des Wiedergewinnungsplans. Jetzt hat die Stadtverwaltung alle Rückmeldungen gesichtet, bewertet und am Plan einige Änderungen vorgenommen. 21 Vorschläge wurden teilweise und ein Vorschlag vollständig berücksichtigt. Die übrigen 50 Vorschläge wurden abgelehnt, größtenteils weil sie nicht die Zuständigkeiten des Plans selbst betreffen. Der so genehmigte Wiedergewinnungsplan schafft nun die Voraussetzungen für die Sanierung und Renovierung der historischen Gebäude, für die Schaffung von privaten Parkplätzen und die Errichtung von ordnungsgemäßen Schuppen zu Lagerung privater Gegenstände.

„Im Januar 2018 werden alle Personen, die einen Einwand bzw. eine Bemerkung hinterlegt haben, zu einem Gespräch in die Gemeinde eingeladen. Die Techniker werden dann auf Wunsch jedem Betroffenen persönlich die jeweilige rechtliche und städtebauliche Lage erklären“, so Madeleine Rohrer, Stadträtin für Urbanistik. „Die große Anzahl und die Qualität der Vorschläge ist auch darauf zurückzuführen, dass der Entwurf des Plans der breiten Öffentlichkeit vorgestellt wurde und die Bevölkerung in Sinich sich bisher an diesem Prozess zur Aufwertung des Zentrums rege beteiligt hat“, so Rohrer. Die Erstellung eines Wiedergewinnungsplans ist im städtischen Bauleitplan vorgesehen. Da bisher ein solcher Plan fehlte, ist es auch deshalb in den vergangenen Jahren und Jahrzehnten zu einem Wildwuchs an Bauten gekommen, der eine effiziente Nutzung des zur Verfügung stehenden Grundes verhindert und den Wert der Immobilien stark mindert.

Der Plan teilt die verfügbare Fläche hinter den Wohngebäuden nun möglichst effizient in Gärten, Parkplätze und Abstellräume ein. Damit steigt sowohl die Größe der Grünflächen und Gemüsegärten als auch die bebaubare Fläche. Der Wert der Immobilien steigt damit. Bei der Ausarbeitung des Plans hat sich gezeigt, dass von der bisher verbauten Kubatur von ca. 16.500 m³ gemäß den Unterlagen der Gemeinde nur etwa 15.300 m³ überhaupt existieren dürften. Die Zubauten zu den 1927 errichteten Gebäuden sind wahrscheinlich entstanden, weil es in der Zone keine Keller und Garagen gibt.

Der Wiedergewinnungsplan schafft nun Abhilfe: „Das Urbanisitkgesetz sieht vor, dass der Plan eine neue Kubatur von höchstens 5% der rechtmäßig bestehenden Baumasse zuweisen kann. Diese Möglichkeit wurde vom Plan übernommen. Damit erhöht sich das maximal mögliche Bauvolumen in der Zone auf beinahe jene Kubatur, die heute schon besteht“, erklärte der von der Gemeinde beauftragte Planer Giorgio Marchi. Die Flächen hinter den Wohngebäuden erhalten dank des Plans eine bestimmte Kubatur pro Quadratmeter, ungeachtet dessen, wie die Fläche heute genutzt wird. Dazu kommt noch die Kubatur jener Schuppen dazu, für die die Eigentümer eine Baukonzession vorweisen konnten. Wer also einen Schuppen auf seinem Grundstück haben will, muss über die notwendige Kubatur verfügen, auch durch Abkauf von Anderen (wie üblich in allen Bauzonen der Stadt) und eine Baukonzession beantragen. Schuppen, für welche keine Bauermächtigung vorhanden ist und für welche man zu keiner Baukonzession gelangen kann, obwohl die Ausstellung einer Baukonzession im Sanierungswege laut Plan zulässig wäre, müssen entfernt werden, weil widerrechtlich errichtet. Somit ergibt sich folglich der Vorteil, dass nach deren Abbruch die entsprechende Fläche für die Bebauung von Bauvolumen auch für neue Bauten verwendet werden kann.

„Darin liegt die Besonderheit und Innovation dieses Wiedergewinnungsplans: Er beschäftigt sich fast ausschließlich mit den Flächen am Rücken der Gebäude und stellt dort eine rationale und organische Planung sicher“, so Nicola de Bertoldi vom Amt für Stadtplanung.

 

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