Solland Silicon: se ne parli, ma con rispetto!

Sinigo, 02 gennaio 2017

Quanto segue per esprimere il nostro più fermo disappunto per quanto letto nelle ultime settimane riguardo la Solland Silicon, per noi, da sempre, lo Stabilimento, che, se non fosse stata ceduta nel 2014, di recente avrebbe festeggiato i 90 anni di attività insieme all’ex Memc.
Ogni famiglia di Sinigo ha contato almeno un dipendente nello Stabilimento. E probabilmente ognuno di noi meranesi ha avuto un amico o un conoscente che lì ci abbia lavorato.
Non ci opponiamo alle logiche del mercato e alla globalizzazione e non entreremo nemmeno nel merito delle sorti dello Stabilimento o del perché si sia arrivati a questo punto.
Spettano ad altri queste valutazioni.
Resta il fatto che quando un’azienda chiude è sempre un dramma per i lavoratori e la città.
Il nostro pensiero va a quello che lo Stabilimento rappresenta per Sinigo e che nessuno potrà mai toglierci.
Sinigo è sempre stato considerato periferia della periferia. Prima dello Stabilimento c’era la palude, poi con esso è nato il Paese e negli anni, la Frazione ed infine il Quartiere. Si è passati dal produrre fertilizzanti al silicio. La Montecatini è diventata Montedison, poi Smiel e infine Memc; è cambiato il nome, ma per tutti è sempre rimasto il simbolo di casa e lavoro per centinaia di famiglie.
Lo Stabilimento ha fatto la storia del territorio, soprattutto quella di Sinigo.
Più che “una bella rogna”, proprio in occasione della ricorrenza dei 700 anni della città di Merano che ci accingiamo a festeggiare, dovrebbe essere considerato una pietra miliare di questa lunga storia. Tutto, infatti, prima di essere esportato altrove, è stato sperimentato a Sinigo. La fabbrica fu sì il primo insediamento industriale italiano dopo l’annessione, ma più che un simbolo patriottico è sempre stata una concreta opportunità di lavoro per tutti. Ecco perché leggere che si “vede il fallimento come un’opportunità di rilancio e soprattutto una possibilità per gli operai” oppure che “non è più sostenibile avere una tale polveriera alle porte di Merano” oltre a non essere accettabile, fa male, molto male.
Solland Silicon: se ne parli, ma con rispetto!

 

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