Bozza Piano paesaggistico – Osservazioni

A seguire le osservazioni alla bozza del Piano paesaggistico del Comune di Merano redatte da un gruppo di lavoro costituito da Comitato di Quartiere di Sinigo e residenti.
Nella Relazione illustrativa si ignorano completamente le opere relative alla bonifica e alla difesa idraulica del territorio e non si fa nemmeno alcun riferimento alla tutela di quel che resta del sistema di bonifica, soprattutto in quelle aree comunali a conclamato rischio idrogeologico.
È questo il caso di Sinigo, dove invece di preservare l’ecosistema rurale si sono effettuate, nel tempo, scelte errate ed indiscriminate di sviluppo abitativo arrecando ferite indelebili al territorio. Non a caso, a Sinigo, per il Piano “si è formata una periferia con alta densità edilizia e si sono insediate numerose aziende produttive”. In un tale contesto vengono meno i presupposti del Piano in quanto “sia il paesaggio coltivato che gli insediamenti” sarebbero dovuti essere già in passato oggetto di valutazione d’impatto ambientale, ancor prima dell’entrata in vigore del primo vincolo paesaggistico del Comune di Merano risalente al 1982.
“Il paesaggio è sottoposto ad un continuo sviluppo, che va pilotato” efficacemente. Sinigo è l’esempio che qualcosa non ha funzionato. Sempre per il Piano “i fossi di bonifica e i corsi d’acqua non possono essere interrati o incanalati”, la loro dismissione non è nemmeno contemplata.
Come mai nel nostro Quartiere è avvenuto l’esatto contrario?
È opportuno ricordare come la bonifica di Sinigo sia stata un’imponente opera idraulica realizzata negli anni 20. Un sistema di tipo binario a scolo naturale (fossi, capifossi, canali e pendenze) e sollevamento meccanico (pompe idrovore) per la tutela del territorio, sacrificato per una forte antropizzazione.
Eppure, le bonifiche idrauliche sono per definizione attrezzature collettive permanenti in quanto svolgono un’importante opera di prevenzione a tutela dell’ambiente e dei cittadini anche dal punto di vista igienico- sanitario.
Alla luce di tutto ciò, sarebbe opportuno che il Piano paesaggistico prevedesse un vincolo di tutela anche per tutti i canali, i fossi e le rogge riconducibili all’opera di bonifica. In allegato un estratto della planimetria B del Piano con evidenziati i tratti ignorati.